Monthly Archives: November 2015

MUVIR – Museo Virtuale delle Banche in Italia

Oggi, 25 novembre, presso la sede di ABI – Associazione Bancaria Italiana a Roma, è stato presentato ufficialmente MUVIR – Museo Virtuale delle Banche in Italia alla presenza del Ministro Dario Franceschini.

MUVIR 25 novembre

MUVIR ambisce a costruire una raccolta on-line di tutte le collezioni di tutti le fondazioni e gli istituti bancari italiani aderenti ad ABI – Associazione Banche Italiane.

In questo progetto Cineca è il partner tecnologico: partendo da Codex, un framework sviluppato in ambito di archivistica informatica, e dal software open Blender e il framework Blend4Web, è possibile generare automaticamente delle Personal Virtual Galleries (PVG) in 3D, sviluppate nello specifico da VisitLab.

MUVIR PVG

Quest’ultima opzione permetterà ai visitatori di allestire autonomamente le proprie gallerie virtuali con l’enorme patrimonio di opere che andrà man mano a raccogliersi nell’archivio digitale, fornendo al pubblico anche mostre speciali con differenti modelli di galleria museale.

PVG

MUVIR sarà aperto al pubblico la prossima primavera.

I ragazzi del Liceo Cagnazzi a lezione di videomaking

Un incontro molto interessante tra quelli che abbiamo avuto qui al Cineca è stato quello con i ragazzi di Parrots Films, una società composta da Alessandro e Lorenzo (Ale e Cast), due giovani ragazzi che sin dall’adolescenza si sono interessati alla produzione di video e filmati.

La loro attività di produzione di video è iniziata per divertimento, diventando una vera e propria passione.
Oggi i Parrots producono anche filmati per pubblicità sotto committenza e hanno lavorato ad Experience Etruria.

Parrot Films

Ale e Cast ci hanno spiegato passo per passo le basi del film-making, dallo shot alla post-production, e abbiamo compreso che ottenere una buona ripresa, non è affatto semplice!

Riprendere con le fotocamere

E’ fondamentale iniziare con un buon shooting, ovvero il modo con cui si fanno le riprese.
Ale e Cast hanno precisato che riprendono con fotocamere e non con telecamere: al giorno d’oggi è meglio usare le fotocamere, soprattutto per le piccole produzioni, in quanto hanno un minor costo ma un’alta qualità. Le piccole produzioni preferiscono utilizzare le fotocamere per la qualità della ripresa ed i bassi costi. Con le fotocamere non è però possibile avere uno zoom continuo ed una buona qualità audio.
Soluzione a questi problemi sono l’utilizzo di un microfono esterno e, invece di utilizzare lo zoom, muoversi verso l’oggetto che si sta riprendendo.

  • Al giorno d’oggi, infatti, lo zoom non è utilizzato come una volta, perché si preferisce muoversi direttamente verso l’oggetto.
    La differenza è che se stiamo fermi e ingrandiamo un oggetto, stringiamo direttamente il campo, come se facessi su photoshop un crop progressivo dell’oggetto. Se, invece, ci muoviamo verso l’oggetto, cambiano le prospettive attorno, quindi si ha anche un altro effetto. L’alternativa è quello che fanno i telefoni cellulari: zoom digitale, ovvero il crop dell’immagine. Quindi non si ha un ottica davanti che ti permette di ingrandire e rimpicciolire, ma taglia semplicemente l’immagine. Ciò però fa perdere un pochettino di qualità;
  • Il problema dell’audio scadente se preso con il microfono della fotocamera si risolve con l’uso di microfoni esterni, che si mettono sopra la fotocamere/telecamere, o con registratori esterni. Questi ultimi sono dotati di due microfoni davanti, direzionabili in due modi: chiusi o aperti. Nel primo caso si prendono audio ambientali, il secondo è più direttivo, verso la persona che sta parlando. Se registriamo con la fotocamera, in fase di montaggio avremo il video e l’audio uno sopra l’altro, se con la telecamera bisogna invece fare il sincronismo, fra l’audio registrato e il video ripreso, attraverso i surrogati utilizzati. Il metodo migliore è allora attaccare il registratore direttamente sotto la macchina fotografica, in modo tale che nel video ci sia già la registrazione.

Nelle fotocamere esistono due tipi di obiettivi:

obiettivi a focale fissa – la lunghezza focale non può esser modificata, non c’è quindi zoom;
obiettivi a focale variabile – con zoom.

Ciò che rende ottimo un obiettivo è:

la velocità di scatto. Con aperture che vanno da almeno f/2.8 fino a f/1.4, si possono utilizzare tempi di scatto più veloci e, quindi, con un rischio minore di avere immagini mosse. Inoltre, offrono due grandi vantaggi: il primo è la possibilità di scattare in condizioni di scarsa illuminazione senza dover aumentare la sensibilità ISO e il secondo è la profondità di campo. Gli obiettivi zoom di fascia più alta hanno un’apertura costante lungo tutta l’escursione focale;

la minima distanza focale: la progettazione di queste lenti permette di mettere a fuoco soggetti molto vicini rispetto alle lenti più economiche;

il vetro: come con la maggior parte delle cose nella vita anche il vetro ottico è disponibile in varie tipologie di qualità. Un obiettivo di fascia alta monta diverse lenti dotate di uno speciale rivestimento in grado di ridurre i riflessi indesiderati, aumentare il contrasto e migliorare la resa dei colori conferendo una maggiore nitidezza alle foto.

L’inquadratura

Altro elemento fondamentale per una buona ripresa è l’ inquadratura, che è un mezzo importante di comunicazione con il pubblico.

Ogni inquadratura parte dal momento che pigiamo il pulsante di avvio fino a quando pigiamo quello di stop. Una inquadratura è la ripresa di un paesaggio, di una persona che si muove o parla, dell’interno di una stanza. La scena invece è l’insieme di più inquadrature che hanno la stessa unità di luogo e di tempo. Esempio: una persona parla, noi la riprendiamo prima di fronte, poi di lato, infine ancora di fronte. Le tre riprese (fronte / lato / fronte) sono inquadrature, l’insieme delle tre riprese è una scena.

Vi sono una serie di inquadrature codificate in ambito cinematografico: campo lunghissimo, lungo e medio; primo e primissimo piano; dettaglio e quinta; soggettiva e pseudosoggettiva.

Tecniche di ripresa e montaggio

Ci sono poi varie tecniche di ripresa:

  •  camera fissa a cavalletto
  •  carrellata con lo sliding dolly (se punta nella direzione perpendicolare al carrello) o il dolly zoom (se punta nella stessa direzione in cui si muove il carrello)
  •  a seguire, con la flycam o la steadycam, un supporto meccanico su cui può essere montata una macchina da presa, o una telecamera, sostenuto dall’operatore per mezzo di un sofisticato sistema di ammortizzazione agganciato ad un “corpetto” indossabile.
  •  pan e tilt.

Sliding dolly

Fare riprese aeree dà un tocco di professionalità e per questa nuova tecnica si utilizzano i droni: questo permette di vedere il mondo da un’altra prospettiva e di avere un eccellente campo lungo; ha inoltre dei vantaggi rispetto ad un elicottero quali le dimensioni ridotte, il peso e l’agilità. È, infine, un modo semplice per risolvere punti critici del filmato.

La videocamera più utilizzata per i Droni è GoPro Hero, essa viene fissata sul drone tramite il Gimbal, uno strumento di stabilizzazione.

Un problema della GoPro è il FishEye, l’obbiettivo grandangolare che curva le immagini. Per ovviare e annullare questo effetto pur mantenendo il wide angle ci sono 2 metodi :

  1. cambiare obiettivo alla GoPro
  2. linearizzare la ripresa con un applicazione per video editing.

Per pilotare droni e utilizzarli per fare riprese il nuovo regolamento ENAC del 16 Luglio 2015 impone:

  • attestato o licenza pilota SAPR
  • assicurazione contro terzi
  • dispositivi di sicurezza e di terminazione del volo
  • stesura di una mezza dozzina di documenti per ogni volo tra cui: manuale di volo, certificato di idoneità e valutazione del rischio
  • notifica all’ente del compimento di ogni volo, critico o meno che sia.

All’inizio delle riprese, di qualsiasi tipo esse siano, è indispensabile aver preparato:

  • una sceneggiatura completa
  • uno storyboard (un “fumetto” del video in cui si disegnano le inquadrature prima di    realizzarle)
  • uno shooting plan (in cui si segnano i costumi e gli oggetti di scena)
  • … e “le batterie

Per quanto riguarda la durata di un video, non è necessario che il video sia molto lungo se fatto bene.  Anzi, il miglior video deve avere una breve durata, 3-4 min, e deve attirare l’attenzione sin dai primi secondi, in modo da far fronte alle richieste del web e, in particolare, al modello “zapping” di youtube.  Su youtube è molto utile una funzione chiamata “analytics”, che serve a presentare graficamente la durata media di visualizzazione di un video. In media, il tempo che gli utenti dedicano ad un video è di soli 56″, e poi passano ad altro. Del resto, bastano pochi secondi di filmato per trasmettere un messaggio e,spesso, allungare i tempi significa renderlo meno interessante.

Una regola generale: per questi pochi minuti di video serve un giorno di riprese, vale a dire 3-4 ore di telecamera accesa che produrrà mezz’ora di incolonnato, cioè la serie di riprese venute bene e utilizzabili, che daranno infine vita a circa 2 minuti di montato finale.

Nel montaggio ci sono una serie di regole da seguire. Per esempio, non vanno tagliate le persone in scena che compiono l’azione, bisogna fare in modo che lo spettatore colga il senso dell’azione, bisogna seguire possibilmente il verso di lettura dell’immagine e non mescolare pan e tilt in direzioni alternate,  piuttosto usare pan alternati, e si deve tener sempre in mente ciò che stiamo riprendendo.

Ci rivelano quindi che i filmati montati sulla musica hanno gran successo ma è importante sapere che la scelta musicale determina il montaggio e che bisogna saper fare la giusta scelta tra taglio e dissolvenza in base a ciò che richiedono la musica e le immagini.

Stabilizzazione

Una ripresa stabile rende il tutto più professionale. Si può avere una stabilizzazione meccanica, con la  flycam o gimbal, e una stabilizzazione elettronica. Utilizzarle entrambe è un buon compromesso.

Ci consigliano dei tool utili per stabilizzare:

  • effetti di un programma di editing
  • youtube

L’eccessiva stabilizzazione rischia di creare un effetto melmoso e di avere una bassa qualità.

Color Correction e post processing

La Color Correction è l’ultimo step del filmato ed è utile per dargli uno stile, per equilibrare diverse telecamere, luci e ombre, per rendere più accese le riprese spente, per rendere ancora più affascinate ciò è già bello (in un film, ad esempio, ci si aspetta più colori di quanti la realtà ne offra). Quando è brutto tempo nelle immagini vengono persi completamente i contrasti, si perde saturazione e i colori risultano sbiaditi o spenti.

Soluzione?… truccare le immagini in vari modi:

  • Color Correction estrema
  • pick color o select color correction

ma non solo… metodi più subdoli:

  • maschere,
  • chroma7/luma key
  • uso ad hoc del tracking
  • effetti della categoria “generate”
  • uso saggio del web.

Drone di esercitazione

Alla fine ci han fatto provare ad utilizzare il loro Drone d’esercizio e, dopo aver tentato di colpire Daniele e ferirlo gravemente, siamo andati a mangiare.

I ragazzi del Liceo Cagnazzi