Maria Chiara Liguori

Maria Chiara Liguori

Ati in formato cinema

Ieri mattina Silvano e Luigi, ospiti della Cineteca di Bologna, sono andati al cinema Lumière per provare Ati in formato cinematografico ed in 3D. Luigi, che si è occupato anche della codifica del filmato nel giusto formato, si è quasi commosso nel vedere che tutto funziona per il meglio. In questo caso l’immagine è sfocata non per colpa di Silvano, che comunque non sa fare le foto col cellulare, ma perché si tratta di una immagine stereoscopica.

Il tempo stringe

Ad una settimana dall’inaugurazione della mostra Il viaggio oltre la vita. Gli Etruschi e l’aldilà tra capolavori e realtà virtuale ci sono ancora molte cose da sistemare!! Ce la faranno i nostri eroi???

La Situla della Certosa olografica

Antonella e Silvano sono andati dagli amici di TecnoArt a vedere l’effetto che fa la Situla della Certosa di Bologna nella sua versione olografica. Come il Sarcofago degli Sposi, anche la Situla  viaggerà solo digitalmente. Sarà esposta al Museo di Villa Giulia  a Roma nel percorso della mostra che racconterà l’Etruria Padana. L’immagine è sfocata, ma è solo per non rivelare troppo del bellissimo effetto olografico,  non perché Silvano non è capace di fare le foto col cellulare…  

3D per tutti

Da vedersi rigorosamente con un paio di occhialini per anaglifo con le lenti ciano e rosso. Certo, è una versione grezza e senza texture del Sarcofago degli Sposi, ma anche così l’effetto è bello.

Illuminare la scena

Oggi vorremmo proporvi un esempio dei vari passaggi che hanno portato dall’animatic alle scene quasi finali del filmato di Ati. Nella prima immagine, tratta dall’animatic 3D, la luce serve solo per dare volume agli oggetti: Partendo da quell’immagine, Giovanni, lavorando in 2D, ha preparato una serie di indicazioni di color layout per definire l’atmosfera per questa scena. Grazie ai suggerimenti, vedete in questa immagine semi definitiva quanto fatto da Daniele in Blender, per inserire con una serie di luci e compositing gli effetti desiderati.

Fervono i lavori

La data di inaugurazione della mostra dedicata agli Etruschi è sempre più vicina ed in laboratorio si lavora intensamente, come potete vedere da questa immagine: Daniele 1 e 2 stanno ancora rifinendo le trecce di AtiDaniele 3 è in Skype con Franz FischnallerDaniele 4 sta controllando la documentazione archeologicaDaniele 5 è un po’ sovraffaticatoDaniele 6, il solito scansafatiche, è al cellulare Nel frattempo, per incrementare ulteriormente la produttività, stiamo cercando di indurre alla mitosi anche Luigi. Al momento siamo riusciti solo a fargli spuntare un braccio destro supplementare.

Oscure presenze

Nonostante l’impegno dei programmatori, la treccia Ernesta continua a comportasi in maniera indisciplinata. Ma, forse, siamo di fronte a qualcosa che nemmeno i migliori programmatori potranno risolvere. Forse, Ati… è posseduta?!? 

Festa grande in laboratorio

La sala della cultura di Palazzo Pepoli, che ospiterà l’installazione del Sarcofago degli Sposi, è stata ricostruita in fotogrammetria, a partire da PhotoScan ed importata ed elaborata poi in MeshLab e Blender. La ricostruzione servirà per realizzare la matrice della proiezione in 3D architectural mapping.

Ati laughs!

Grazie all’impegno di Gianpaolo Fragale, il mitico animatore che aveva dato vita anche ad Apa l’Etrusco, finalmente Ati ha perso l’espressione da stoccafisso. Ora sorride e si muove!

Workshop – La digitalizzazione del Sarcofago degli Sposi

Il 13 giugno si è tenuto nella sede di Roma di Cineca il Workshop dedicato al processo di digitalizzazione del Sarcofago degli Sposi. I team di ricercatori hanno presentato gli aspetti tecnici del lavoro svolto durante la campagna di acquisizione, eseguita sia con scansioni laser che in fotogrammetria. E’ possibile rivedere lo streaming della giornata a questo link: http://streaming.cineca.it/workshop-sarcofago-degli-sposi/ Un resoconto della giornata è stato reso dalla rivista Archeomatica http://www.archeomatica.it/documentazione/il-sarcofago-degli-sposi-ora-in-3d e il TG regionale del Lazio ha dedicato al Workshop un bel servizio: